Meseta
Gli altopiani caratterizzano la tradizione distillatoria degli ingredienti di questo drink, in cui Amaro Quintessentia Nonino rappresenta il protagonista aromatico di più "alto livello".
- Scheda
- Storia
- Note
Ricetta
Sapore
Gusto
Sensazione
Aroma
Consistenza
Numeri
Calorie
Ten. alcolico
Preparazione
Versa tutti gli ingredienti in un Mixing Glass ben freddo, stirra con ghiaccio a cubetti e filtra in un Double Rock glass freddo colmo di ghiaccio. Infine, sprizza gli olii essenziali di un twist di arancia sulla superficie del drink e lascia cadere la scorza dell’agrume all’interno del bicchiere di servizio.
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Indice
Ad alta quota
L’architettura di Meseta (termine messicano che indica gli altopiani in cui gli ingredienti alcolici della ricetta vengono prodotti) rifiuta le suggestioni casuali per concentrarsi su una rigorosa e profonda connessione tra le tradizioni distillatatorie del Friuli e del Messico. Il legame non è solo geografico, ma si sviluppa attraverso tre pilastri aromatici condivisi: la terra, il passaggio nel legno e l’interazione con il calore.
La spina dorsale del drink è Amaro Quintessentia Nonino. Prodotto a Percoto, in Friuli, questo amaro si distingue per la sua base nobile: l’acquavite d’uva ÙE, distillata in alambicchi artigianali discontinui e invecchiata in barrique di Nevers, Limousin e in piccole botti ex-Sherry. Le botaniche infuse nell’acquavite portano nel bicchiere i profumi delle erbe di montagna, della Carnia e delle prealpi, ma è il lungo riposo nel legno a creare il punto di contatto con gli altri ingredienti della ricetta. Le note di vaniglia, spezie, scorza d’arancia e caramello di Amaro Quintessentia Nonino dialogano per affinità con i sentori terrosi e mielati dei distillati di agave invecchiati e con le note più scure dell’aromatica bitters al cacao.
Questo nucleo trova un partner d’elezione nella scuola distillatoria messicana. Da un lato, il Tequila Reposado apporta una struttura pulita di agave cotta, arricchita da note morbide di vaniglia, spezie dolci e legno, derivate dal suo affinamento in botti di rovere. Dall’altro, il Mezcal inserisce l’elemento ancestrale del fumo, della terra bagnata e della mineralità, derivate dalla cottura delle piante nei forni interrati. Questo blocco messicano esprime un profilo caldo, vegetale e affumicato.
Per saldare questa connessione, la ricetta introduce 4 dash di aromatic bitters al cacao. Il cacao è un elemento nativo delle terre mesoamericane, ma le sue note tostate, scure e amaricanti si legano chimicamente sia alla parte affumicata del mezcal, sia alle sfumature di torrefazione e frutta secca tipiche dell’invecchiamento di Amaro Quintessentia Nonino in botti ex-Sherry. Lo sciroppo di zucchero, infine, funge da legante invisibile, necessario ad arrotondare le spigolosità del fumo e dell’amaro senza appesantire la texture del drink. Il risultato è un twist on classic meditativo sull’Old Fashioned, dove i confini tra l’agave e le erbe friulane si dissolvono in un unico profilo caldo e legnoso.
La struttura
Meseta si comporta come un cocktail evolutivo da sorseggiare lentamente; il freddo iniziale cede gradualmente il passo alla complessità dei distillati invecchiati man mano che il ghiaccio si scompone. Nel bicchiere il cocktail mostra una tonalità ambrata profonda, calda, con riflessi dorati e ramati intensi, generati dalla combinazione cromatica tra l’arancio dorato di Amaro Quintessentia Nonino e la tonalità paglierina del Tequila Reposado. Il liquido è perfettamente limpido e mostra una consistenza densa ed elegante sulle pareti del vetro.
L’olfatto è avvolgente e complesso. L’apertura è dominata dalla freschezza agrumata della scorza d’arancia espressa, subito seguita da una nota di fumo gentile e terra bagnata portata dal mezcal. In seconda battuta emerge l’eleganza erboristica di Amaro Quintessentia Nonino, ricca di sentori di liquirizia, rabarbaro e frutta scura candita. Il sottofondo è caldo, con note di vaniglia, caramello e una netta sfumatura tostata di fava di cacao.
Il cocktail entra in bocca morbido, vellutato e denso. La punta della lingua percepisce la dolcezza accennata dello sciroppo di zucchero e l’impatto caldo del Tequila Reposado, che si apre con note di agave cotta e vaniglia. Al centro della bocca il drink rivela tutta la sua potenza. Amaro Quintessentia Nonino prende il controllo con il suo bouquet di erbe prealpine e spezie dolci, ma viene immediatamente bilanciato dalla secchezza vegetale e affumicata del mezcal. L’aromatic bitters al cacao interviene a metà sorso, inserendo una nota scura, amara e tostata che crea un ponte perfetto tra l’amaro erboristico e il fumo dell’agave. Il finale è lungo, asciutto e speziato. L’alcol pulisce perfettamente la bocca e il palato resta caldo e profumato di legno di rovere, liquirizia, fumo di legna e cioccolato fondente amaro.
L’equilibrio di questo cocktail si basa su una proporzione millimetrica che utilizza l’amaro come spina dorsale e i distillati di agave come vettori di forza e complessità, evitando la stucchevolezza grazie a una piccola quantità di sciroppo di zucchero. Amaro Quintessentia Nonino e il Tequila Reposado condividono un profilo terziario dovuto all’invecchiamento in botti di rovere. Le note vanigliate e speziate del tequila si fondono con quelle dell’acquavite d’uva alla base di Amaro Quintessentia Nonino. Questo fa sì che i due prodotti non lottino tra loro, ma creino una base armonica e calda su cui si sviluppano le erbe officinali.
Il mezcal è un ingrediente tendenzialmente invasivo. Utilizzarlo in piccole quantità all’interno di una struttura da 60 ml totali di prodotti alcolici permette di estrarne la complessità affumicata e minerale senza che questa copra le sfumature delicate dell’amaro friulano. Il fumo agisce come un modificatore aromatico, dando un tocco esotico a un profilo prealpino.
Amaro Quintessentia Nonino possiede già una sua quota zuccherina, ma la presenza del mezcal e del tequila sposta il cocktail verso una chiusura molto asciutta. L’aggiunta millimetrica di sciroppo di zucchero non serve a dolcificare, ma agisce come un modificatore delicato: aumenta la densità del liquido in bocca e ammorbidisce l’aggressività dell’alcol. Infine, i dash di cacao bitters chiudono il cerchio, inserendo un amaro secco e tostato che contrasta la dolcezza residua di Amaro Quintessentia Nonino, lasciando il finale pulito, elegante e persistente.