Cynar Piña Colada
Se a causa del cambiamento climatico l'Italia si sta tropicalizzando, perché non "italianizzare" la miscelazione tropicale? Faccio una Piña Colada con il Cynar!
- Scheda
- Storia
- Note
Ricetta
Sapore
Gusto
Sensazione
Aroma
Consistenza
Numeri
Calorie
Ten. alcolico
Preparazione
Inserisci tutti gli ingredienti all’interno della cup del Milkshake mixer e azionalo fino al quasi totale di scioglimento del ghiaccio (circa 50-60 secondi). Versa in un Highball glass freddo e decora con un ciuffo di menta.
Info
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Indice
Due considerazioni sparse
La Piña Colada è un drink affascinante. Sia a livello storico che culturale. Secondo i più recenti studi sulla storia della miscelazione, nasce a Cuba nel XIX secolo, ma bisogna aspettare che raggiunga Puerto Rico nel 1954 perché prenda la forma che oggi le attribuiamo: è infatti nel paese centroamericano che si innesta nella sua semplice struttura di rum ed estratto di ananas, l’ingrediente oggi più caratterizzante, la crema di cocco, inventata proprio nel medesimo anno dal professor Ramon Lopez Irizzary.
Sembra che il primo bartender ad aggiungere l’elemento cremoso alla ricetta sia stato Ramon “Monchito” Marrero Perez, in servizio presso il Don’s The Beachcomber del Caribe Hilton di San Juan, capitale della nazione. Il luogo di nascita ha fatto credere a molti che la Piña Colada sia un drink Tiki, dimenticando le sue origini caraibiche, e ciò ha portato alla sua rielaborazione nel corso dei decenni successivi secondo i canoni estetici e gustativi che hanno dominato la fase finale e più critica della miscelazione Tiki, caratterizzata da decorazioni pacchiane (ciliegie sciroppate dai colori sgargianti, tranci di ananas e ombrellini di carta) e bilanciamento fra sapori non propriamente azzeccato.
Eliminando gli aspetti scenici e concentrandoci solo sulla ricetta, io penso che la Piña Colada sia una drink che, se correttamente realizzata, abbia una piacevolezza alla bevuta che pochi altri drink posso vantare. Ma per prepararla al meglio, bisogna tenere a mente qualche considerazione, come l’utilizzo di un estratto di ananas fresco (o dell’intero frutto, se preferisci realizzarla in tecnica Blend), una buona crema di cocco (no sciroppo al cocco, no acqua di cocco, no latte di cocco, no prodotti alcolici aromatizzati al cocco) e una piccola quantità di succo di lime (per donare un tocco di freschezza e bilanciare gli altri ingredienti tendenti al dolce).
In virtù, quindi, della mia passione per questo drink, ho deciso di provare a reinterpretarlo in chiave più italiana con un amaro della nostra tradizione: il Cynar.
L’Architettura dei Sapori
Il Cynar va a sostituire completamente il rum, agendo come una base botanica molto caratterizzante. Le sue note di carciofo e radici introducono un profilo terroso e leggermente sapido che trasforma il cocktail in un drink da meditazione. L’ananas garantisce la freschezza: l’utilizzo dell’estratto (o del frutto) fresco è cruciale per la sua naturale acidità, che serve a “pulire” la lingua dalla densità degli altri ingredienti.
Ma il vero abbinamento su cui si gioca la natura di questo Twist on Classic è quello fra il Cynar e la crema di cocco: quest’ultima avvolge le note amare dell’amaro, creando un’interessante connessione tra la grassezza del frutto e il finale asciutto dell’amaro.
Il Cynar è caratterizzato da un profilo botanico deciso, derivante dal carciofo e da un mix di erbe officinali. La crema di cocco, d’altro canto, è dolce e vellutata. In chimica del gusto, il dolce mitiga l’amaro: la densità zuccherina del cocco “arrotonda” le sensazioni pungenti del Cynar, rendendolo più accessibile anche a chi non ama i sapori troppo amari, senza però annullarne la complessità. Inoltre, la crema di cocco ha una componente grassa importante che tende a rivestire il palato. Il Cynar, con la sua base alcolica e le sue note erbacee, agisce come un “pulitore”. Mentre il cocco dona una sensazione vellutata e quasi burrosa, le erbe e le radici del Cynar tagliano questa grassezza, impedendo che il drink risulti pesante o stucchevole e invitando immediatamente a un nuovo sorso.
Perché questa struttura funziona?
Il successo di questo twist risiede nel bilanciamento dei pesi.
Il colore scuro del Cynar, unito al giallo dell’ananas e al bianco del cocco, crea una tonalità ocra invitante, mentre il gusto evolve da un inizio cremoso e dolce a un finale lungo, erbaceo e con un tocco amarognolo. Rispetto alla classica Piña Colada, questa versione risulta molto più sfaccettata e stratificata dal punto di vista dei sapori. L’amaro del Cynar “inganna” le papille, rendendo il sorso più snello. Inoltre, grazie alla gradazione contenuta del Cynar rispetto a quella del distillato di canna, la struttura permette una bevuta più rilassata, ideale per un aperitivo pomeridiano o un dopo cena non troppo impegnativo.
Indice
Milkshake mixer?
Puoi valutare di preparare il drink col la tecnica del Milkshake mixer: la sua consistenza sarà una via di mezzo fra un drink frozen e uno realizzato con tecnica shake.
Se non hai il Milkshake mixer e il ghiaccio a neve, puoi tranquillamente utilizzare un blender, ma ti consiglio di pesare il ghiaccio tritato che intendi utilizzare per avere sempre il corretto grado di diluizione, raffreddamento e la stessa texture ad ogni ordine.