Fine Spirits

Viaggio tra sapori unici: tre signature cocktail con i distillati di Fine Spirits.

Indice

    Fine Spirits

    Oggi voglio provare a miscelare una serie di prodotti decisamente interessanti, fuori dagli schemi del consumo di massa e dai profili aromatici molto originali. Ho scoperto questi brand all’interno del catalogo di Fine Spirits, azienda distributrice con sede a Genova di proprietà di Paolo Gargano, fratello minore di Luca, patron di Velier.

    Quello che mi ha sempre intrigato di Fine Spirits sono i criteri di selezione con cui l’azienda decide l’offerta destinata ai suoi clienti, giocata sulla ricerca di prodotti artigianali di qualità, sulla comprensione delle nuove tendenze in atto sul mercato e sulla ricerca di prodotti alternativi ai grossi brand, per permettere ad ogni bartender di ampliare in modo originale la proposta del proprio locale, che siano spirits in purezza o prodotti per la miscelazione.

    In questo articolo mi concentro su 3 etichette e sui drink che ho sviluppato per valorizzarne al meglio qualità e versatilità. Ho voluto sperimentare il Vermouth 9 di Dante Inferno, l’aperitivo Savoia Americano Rosso e, infine, Skinos Mastiha Spirit. Sarò sincero: i risultati finali mi hanno lasciato molto soddisfatto! Ma andiamo con ordine: analizziamo dapprima ogni prodotto nelle sue specificità e successivamente vediamo come l’ho impiegato per elaborare i miei signature.

    Savoia Americano Rosso

    Partiamo dai prodotti a base vino, più specificatamente da Savoia Americano Rosso. Alla base di questo aperitivo “made in Torino” vi è un blend di vino Trebbiano e Marsala Fine DOC invecchiato 14 mesi in botti di rovere ai quali viene aggiunta la struttura amaricante dei bitter di stampo milanese. Il profilo aromatico è donato dall’aggiunta di 20 botaniche, fra cui artemisia, arancia amara e genziana. Possiamo definire Savoia Americano Rosso un drink già pronto in bottiglia, che unisce le tipicità italiane di Torino, Milano e del Mezzogiorno in un unico sorso: come avere un bitter, un vermouth ed un vino liquoroso in un’unica bottiglia. Fantastico!

    Data l’estrema facilità di utilizzo di questo prodotto, la finalità era quella di trovare degli abbinamenti con altri ingredienti che ne risaltassero ancora di più le sue caratteristiche gustative. Innanzitutto ho ragionato sulla struttura: Savoia Americano Rosso ha 18,6% abv, quindi necessita di una spalla che ne fortifichi il delicato corpo ogni volta che venga miscelato all’interno di una ricetta. La mia decisione è ricaduta sul Bourbon whiskey, un distillato morbido e non eccessivamente “coprente”, che vivacizza le note botaniche allungandone la persistenza in bocca. L’altro elemento che ho voluto inserire nel drink era un richiamo ai sentori amaricanti dati dalle erbe aromatiche, dai rizomi e dalle scorze degli agrumi che compongono il bouquet di Savoia Americano Rosso. Nel periodo in cui stavo sperimentando con l’etichetta distribuita da Fine Spirits ero in fase di registrazione del mio corso Zero, dedicato ai drink analcolici. Una delle 30 ricette prevedeva al suo interno uno sciroppo di carciofo, erbaceo e con una piacevole nota amara resa più distesa dallo zucchero: era l’ingrediente perfetto per valorizzare ancora di più la ricetta! Ed ecco com’è nato Marsalino.

    9 di Dante Inferno

    Inferno 9 di Dante è un Vermouth di Torino Superiore, i cui criteri di produzione rientrano nel disciplinare approvato il 22 marzo del 2017 e sottoscritto da 40 aziende storiche. È composto in parti uguali da Dolcetto rosso e Cortese bianco, che vengono fortificati con un macerato composto di 27 botaniche, tante quanto il totale dei cerchi dei tre regni danteschi, fra cui oltre l’immancabile assenzio spiccano l’ortica, il tanaceto ed il finocchio.

    Ho voluto cambiare approccio rispetto al drink precedente, creando una ricetta che si ispirasse alla struttura dei Punch, dato l’elevato numero di componenti aromatiche che caratterizzano il bouquet di questo vermouth. Una bevuta più lunga e leggera, quindi, che vede la parte “weak” (la diluizione) affidata ad un infuso di ibisco, a richiamare i sentori di frutti rossi che Inferno emana e l’acidità donata dal vino ottenuto da uva a bacca bianca. Acidità che ho voluto rimarcare un pochino integrando nella ricetta del succo di limone fresco e dello sciroppo di passion fruit. Quest’ultimo è anche l’unico altro ingrediente, ad eccezione del vermouth, che aggiunge un tocco di dolcezza al drink. Ho voluto infine chiudere Beatrice (questo il nome del signature) con pochi dash di aromatic bitters per spingere un pochino più in là i sentori speziati di Inferno 9 di Dante.

    Skinos Mastiha

    Ho lasciato per ultima Skinos Mastiha Spirit perché per me è stata una scoperta completamente avvincente. Conoscevo e miscelavo già questa categoria merceologica, ma sono rimasto colpito dalla versatilità di questa etichetta e dal risultato finale che si manifesta all’interno del drink. La Mastiha è il distillato che si ottiene dalla resina dell’albero di Lentisco, che cresce sull’isola greca di Chios. A differenza di altri produttori, Skinos realizza il suo prodotto distillando l’alcol che è stato fatto macerare insieme alla resina, a cui successivamente aggiunge sciroppo di zucchero e acqua fino ad arrivare a 30% abv. Si tratta di un ingrediente balsamico, dolce e vegetale, con sentori di cetriolo, sedano, menta e anice.

    Le mie papille gustative sono entrate in fibrillazione! Avevo moltissime vie da percorrere per valorizzare al meglio questa etichetta, ma mi sono dovuto contenere un pochino. La finalità principale di Drinking.me è quella di mostrare come sia possibile realizzare drink vincenti senza commettere l’errore di svalicare in eccessivi tecnicismi che potrebbero portare il cliente a non cogliere tutte le sfaccettature della mia ricetta o, ancora peggio, a ritrovarsi “annoiato” dalla complessità della mia creazione. “Facile”, “attuale”, “replicabile” ed “efficace” sono gli aggettivi che mi guidano nell’elaborazione dei miei signature: una filosofia che ho maturato in venti anni di carriera e che oggi più che mai sento identificativa del mio stile.

    Quindi, per realizzare Pollon sono partito dalla struttura di un Collins, dalla bevuta lunga, fresca e leggera. Alla spremuta di pompelmo rosa ho affidato la parte acida, per ingentilire le note resinose della Mastiha di Skinos. La scelta dell’acqua tonica al rabarbaro e lampone è stato l’elemento che ha dotato il drink di un’evoluzione da me stesso ritenuta insospettabile: le note amare del chinino si fondono con la dolcezza del rabarbaro e l’acidità del lampone, in un terzetto di gusti che si appoggia sul corpo di Skinos e ne valorizza l’aromaticità grazie all’effervescenza data dall’anidride carbonica.