
Michelada
La birra in miscelazione è un ingrediente a volte ostico, ma se trovi il corretto modo per impiegarla sarai in grado di creare delle ricette sorprendenti.
- Scheda
- Storia
- Note
Ricetta
Sapore
Gusto
Sensazione
Aroma
Consistenza
Numeri
Calorie
Ten. alcolico
Preparazione
Versa il succo di lime fresco, la salsa Tabasco, la salsa Worchestershire ed il sale nel bicchiere freddo e su cui ha precedentemente realizzato una crusta di sale e spezie. Amalgama bene gli ingredienti, aggiungi il ghiaccio, poi la birra e miscela delicatamente. Infine, decora con uno spicchio di lime.
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“Ramon, otra chela, por favor!”
Siamo di fronte ad una delle bevande miscelate più culturali in cui sia possibile imbattersi. Quando parlo di bevande culturali faccio riferimento ad una maniera di consumare uno o più prodotti di uno specifico territorio che rappresenta la tradizione e la società del territorio stesso. Per quanto oggi viviamo in un mondo completamente globalizzato, alcune di queste bevande fino a qualche anno fa erano conosciute e consumate solo in specifiche zone del pianeta: mi sto riferendo al giapponese Mizuwari, al francese (oggi in disuso) Vermouth-Cassis, al Ti Punch delle isole caraibiche francofone o allo Spritz (prima che divenisse un fenomeno mondiale a partire dal 2003).
Ecco, la Michelada entra a pieno titolo nella lista di quelle bevande che hanno saputo, e ancora sanno, cogliere lo spirito più autentico di un paese. Nel caso in questione, il paese è il Messico, la grande nazione centroamericana che ha dato origine al Mezcal e al Tequila. “Quindi la Michelada si prepara con un distillato di agave?” potresti chiedermi. La risposta è un secco “No”. Vediamo qual è il suo ingrediente principale partendo dall’analisi del nome.
L’etimologia
Fra le varie ipotesi che sono riuscito a reperire sull’origine del nome Michelada, quella che mi ha convinto di più è la seguente: sarebbe una “parola macedonia”, ovvero una parola composta dalla fusione di differenti termini, derivante dalla contrazione della frase mi chela helada, ovvero “la mia birra ghiacciata”. E così abbiamo fatto luce sul suo ingrediente principale: la birra. In messicano, il termine chela è una forma gergale (un po’ come in Italia la parola “bionda” quando facciamo riferimento ad una birra chiara) che rimanda al fermentato di orzo aromatizzato al luppolo, molto consumato nel Paese.
Ma si sa, il Messico non è solo il paese del Tequila e del Mezcal, ma a pieno titolo anche del peperoncino, che raggiunse l’Europa con il ritorno di Cristoforo Colombo dal suo secondo viaggio in America. La passione dei messicani per questo ingrediente non può sfuggire anche alle persone più distratte: se qualche volta hai varcato la soglia di un ristorante messicano, avrai ricordi molto nitidi di quella esperienza. Anche il peperoncino rientra nella ricetta della Michelada, sotto forma di salsa Tabasco, realizzata con la cultivar Capsicum frutescens, originaria dell’omonimo stato del paese centroamericano.
Un tocco di acidità
L’ultimo ingrediente che caratterizza la Michelada è il succo di lime fresco, che con la sua componente acida dona un tocco di freschezza alla ricetta, indicata per contrastare le torride giornate messicane. Lime, salsa Tabasco e birra chiara sono le componenti di quella che possiamo definire la formula più “standard” della miscela: in virtù della sua natura popolare, è infatti molto difficile stabilire una ricetta originaria, tanto più che ogni cantina in Messico ne prepara una propria versione a seconda delle preferenze personali del bartender o del cliente. A livello storico, secondo le mie ricerche, sembra invece piuttosto assodato che la Michelada sia stata servita per la prima volta tra gli anni ’50 e ’60 del Novecento, ma oltre questo dato rischiamo di entrare nel campo della leggenda e preferisco non farmi coinvolgere in speculazioni troppo azzardate.
Sta di fatto che la Michelada è un drink davvero piacevole, un modo di approcciare al consumo di birra in maniera più eclettica e originale, che mette a disposizione del barman infinite possibilità di personalizzazione, giocando con ingredienti tipici del Centroamerica o persino di altre regioni geografiche del mondo.
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Infinite varianti
Come già scritto nella sezione storica del drink, sono praticamente infinite le varianti di Michelada che è possibile trovare in Messico. Io apprezzo molto sia l’aggiunta di sale che di salsa Worchestershire, ma ho recuperato ricette in cui si menzionava anche il succo di pomodoro, il clamato (succo di pomodoro e brodo di vongole), salsa di soia, Tajìn e salsa chamoy.
Crusta o non crusta?
Io preferisco aggiungere il sale all’interno del bicchiere, ma in Messico è consuetudine realizzare una crusta di sale e spezie sul bordo del bicchiere.
Que viva Mexico!
Sempre in Messico, la Michelada è spesso servita in un bicchiere senza ghiaccio.