Baron Cocktail
Un altro tassello dell’evoluzione storica del Manhattan in Dry Martini Cocktail. Le note dolci sono ancora presenti grazie all’ausilio del vermouth dolce e del liquore all’arancia, ma la progressiva tendenza alla versione secca del Martini è indiscutibilmente sotto i nostri occhi.
- Scheda
- Storia
- Note
Ricetta
Sapore
Gusto
Sensazione
Aroma
Consistenza
Numeri
Calorie
Ten. alcolico
Preparazione
Versa tutti gli ingredienti in un Mixing Glass ben freddo, stirra con ghiaccio a cubetti e filtra in una Coppetta Cocktail ghiacciata. Infine, sprizza il twist di limone.
Info
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Tipologia
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Periodo storico
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Indice
Le menzioni
La prima menzione del Baron Cocktail su un ricettario risulterebbe essere quella sul The Savoy Cocktail Book del 1930 di Harry Craddock, seguita da quella del 1935 di Leo Cotton sull’Old Mr. Boston DeLuxe Official Bartenders Guide e successive ristampe. Potremmo pensare al Baron cocktail come un Perfect Martini con la quantità di vermouth suddivisa fra la versione dolce e quella dry, aromatizzato non dai sentori amari di un orange bitters, quanto da quelli palesemente più dolci e morbidi del liquore all’arancia (cosa che era solito fare anche Harry Johnson, come riportato anche sul suo New and Improved Bartender’s Manual del 1888, in cui l’utilizzo del Curaçao aumenta la portata aromatica del bitters aromatizzato all’agrume).