Fitzgerald
Dale DeGroff cede alle richieste della propria clientela e dedica il drink alla figura dello scrittore Francis Scott Fitzgerald. Un gin sour impreziosito dalle note speziate dell’aromatic bitters.
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Ricetta
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Gusto
Sensazione
Aroma
Consistenza
Numeri
Calorie
Ten. alcolico
Preparazione
Shake tutti gli ingredienti e filtra in un Double Rock glass freddo colmo di ghiaccio. Infine, sprizza gli olii essenziali di un twist di limone e decora con una rondella di limone.
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Indice
La Rainbow Room
La Rainbow Room è un ristorante ubicato al 65° piano del Comcast Building, situato al n.30 della Rockfeller Plaza di New York. Venne inaugurata il 3 ottobre 1934. Caratterizzata da una pista da ballo girevole e dalla presenza di una jazz band che tutte le sere suonava dal vivo, venne strutturata come un punto di socializzazione per l’élite cittadina, che fra qualche ballo, una cena al ristorante ed il servizio bar, chiudeva affari o stringeva nuove relazioni alla vista dello skyline newyorchese. Nel 1985 fu chiusa per un paio di anni per permettere un restauro ed un allargamento della struttura, il tutto sotto la supervisione di Joe Baum, una delle figure imprenditoriali più importanti nel settore americano della ristorazione.
Dale DeGroff
Alla ripresa dell’attività, Baum incaricò Dale DeGroff di ricoprire la posizione di head bartender, consegnandogli un libro del 1862, il The Bar Tender’s Guide di Jerry Thomas, e chiedendogli di impostare la nuova carta drink della Raibow Room sull’opera del “Professor Thomas”. Stava cominciando un nuovo periodo per la miscelazione statunitense che, partendo dai cocktail dell’era pre-Proibizionista, avrebbe portato alla riscoperta di un modo di realizzare bevande miscelate totalmente dimenticato e che nel volgere di un decennio avrebbe fatto scaturire la Cocktail Renaissance a cui tutt’oggi siamo debitori. Fra le richieste di Baum a DeGroff vi era quella che prevedeva che nessun nuovo drink comparisse sul menù: i clienti della struttura avrebbero potuto degustare solo cocktail classici e vecchi di qualche decennio (o addirittura di un secolo), immersi in un’ambientazione consona alla tipologia di “proposta della casa”, in una situazione svincolata dalle mode del momento.
“Il cliente ha sempre ragione”
Ma si sa, il cliente è spesso un osso duro, un fattore incalcolabile, un parametro svincolato. E così, passato l’iniziale entusiasmo per la miscelazione del secolo precedente, qualche avventore inizia a richiedere qualche proposta originale di DeGroff. Dale cerca di svincolarsi, minimizza le sue capacità creative, racconta aneddoti divertenti per distogliere l’attenzione, ma alla fine cede e comincia a miscelare originali cocktail spesso elaborati sul momento. Ed una sera del 1995 la sua mente partorisce il Fitzgerald, un gin sour impreziosito da qualche goccia di aromatic bitters. Il drink prende piede, viene ordinato appellandolo “the gin thing”, la voce si sparge ed il successo è tale che DeGroff e Baum decidono di inserirlo sul menù del locale.
Hemingway vs Francis Scott
Sul menù della Rainbow Room compariva un drink iconico della miscelazione cubana ed il cui nome è un omaggio ad uno degli scrittori più importanti della letteratura americana: l’Hemingway Special. Tutti sanno chi è Ernest Hemingway, e che l’autore de Il Vecchio e il Mare aveva una sincera passione per le bevande alcoliche, tanto che il Daiquiri creato per lui da Constante a La Florida di L’Avana era anche conosciuto con il nome di Papa Doble, per via della doppia razione di rum che componeva il drink di Hemingway (conosciuto dagli abitanti dell’isola caraibica con il soprannome di “Papa”). Un giornalista del The New Yorker, assiduo frequentatore della Rainbow Room, propose a DeGroff di dare al “the gin thing” il nome di un contemporaneo di Ernest e allo stesso tempo suo “rivale letterario”, Francis Scott Fitzgerald, autore de Il Grande Gatsby e dei Racconti dell’Età del Jazz. A Dale l’idea piacque e, complice il fatto di avere un nuovo ulteriore aneddoto da poter raccontare, ribattezzò il proprio drink con il nome di Fitzgerald.