Medicina Latina
Se il Penicillin abbandonasse il kilt per il sombrero, il risultato sarebbe questo drink elaborato da Sasha Petraske e Marcos Tello.
- Scheda
- Storia
- Note
Ricetta
Sapore
Gusto
Sensazione
Aroma
Consistenza
Numeri
Calorie
Ten. alcolico
Preparazione
Shakera tutti gli ingredienti ad eccezione del Mezcal e filtra in un Double Rock glass freddo pieno di ghiaccio. Infine, versa delicatamente il Mezcal sulla superficie del drink, sprizza gli olii essenziali di un twist di limone e decora con un pezzetto di zenzero candito.
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Indice
Le origini
Per capire Medicina Latina bisogna partire dal suo progenitore: il Penicillin, cocktail ideato all’inizio degli anni 2000 da Sam Ross, che unisce blended scotch whisky, succo di limone, honey mix allo zenzero e completato da un float di scotch affumicato versato sulla sua superficie. Un drink diventato in pochi anni un pilastro della miscelazione contemporanea, capace di ispirare decine di varianti in tutto il mondo.
Medicina Latina nasce proprio come costola di quella ricetta. Il merito è di Marcos Tello, bartender del celebre locale The Varnish di Los Angeles, che nel 2009 mise a punto questa versione insieme a Sasha Petraske, il leggendario barman newyorkese fondatore del Milk & Honey, uno dei locali che ha letteralmente riscritto le regole della miscelazione a cavallo tra la fine degli anni ’90 e l’inizio del Nuovo Millennio. Nel 2009, Sasha decise di aprire insieme a Cedd Moses e Eric Alperin uno speakeasy bar all’interno del celebre ristorante di hot dog Cole’s French Dip, il The Varnish per l’appunto. Durante una delle sue visite a Los Angeles per formare lo staff e per portare il suo tocco personale al locale di prossima apertura, Petraske lavorò fianco a fianco con Tello, scambiandosi tecniche e ricette: da quell’incontro nacque l’idea di “tradurre” il Penicillin in chiave messicana, sostituendo il whisky con tequila e mezcal e il limone con il lime.
Qualora ti stessi ancora chiedendo come mai Sasha Petraske è da tutti considerato come il principale protagonista della Cocktail Renaissance di inizio millennio, colgo l’occasione per farti prendere atto di un aspetto: nel 2009, un anno prima che la rinnovata attenzione alla miscelazione di alto livello giungesse in Italia grazie alla lungimiranza dei ragazzi del The Jerry Thomas Project di Roma, Sasha ed il suo staff stavano già elaborando classici contemporanei ed eventuali twist on classic con un distillato praticamente sconosciuto in Italia e che avrebbe cominciato a far parlare di sé nel Nostro Paese non prima di un’altra decina di anni, ovvero il Mezcal. La ricetta di Medicina Latina è stata poi raccolta e pubblicata nel libro postumo di Petraske, Regarding Cocktails, curato dalla moglie e da un gruppo di amici e colleghi dopo la sua prematura scomparsa nel 2015, come lascito al mondo della miscelazione.
Un nome che è già un manifesto
Il nome Medicina Latina gioca volutamente su un doppio registro. Da un lato richiama in modo scherzoso l’idea del “rimedio” e della “cura”: non a caso il Penicillin da cui deriva prende il nome proprio da un antibiotico, ed entrambi i drink condividono ingredienti che nell’immaginario collettivo sono associati alla cura naturale, come miele e zenzero, da sempre rimedi casalinghi contro raffreddore e mal di gola. Dall’altro lato, l’aggettivo “Latina” rivendica con orgoglio l’identità messicana della ricetta, capovolgendo gli ingredienti scozzesi dell’originale in una chiave completamente agave-centrica. È un esempio perfetto di come, nella miscelazione, il nome di un cocktail non deve essere mai casuale: racconta la genealogia del drink, il suo rapporto con la tradizione da cui nasce e, allo stesso tempo, la volontà di distinguersene.
Il profilo di gusto
Medicina Latina è un cocktail equilibrato tra dolcezza, acidità e affumicatura. Il miele e il lime costruiscono una base morbida e rinfrescante, lo zenzero aggiunge una spinta calda e speziata, mentre il velo di mezcal in superficie regala quella nota fumé che rende il drink immediatamente riconoscibile al naso, ancora prima che al palato. Alcuni bartender, per bilanciare meglio la dolcezza, riducono la dose di honey mix allo zenzero, mentre altri sostituiscono il float di mezcal con una nebulizzazione più leggera, preferendo un tocco affumicato più discreto.
Medicina Latina è un esempio perfetto di come un grande classico possa essere reinterpretato senza perdere la propria identità, ma anzi arricchendola con una nuova prospettiva culturale. Non è un semplice “clone” del Penicillin: è un dialogo tra due tradizioni distillatorie, quella scozzese del whisky torbato e quella messicana dell’agave, unite dallo stesso principio costruttivo fatto di agrumi, miele, spezia e un velo finale affumicato.
Oggi Medicina Latina è diventata una presenza fissa nelle carte dei cocktail bar di tutto il mondo, apprezzata sia dagli appassionati di tequila e mezcal sia da chi ama i sour ben bilanciati. Perfetta come drink da aperitivo o da dopo cena, Medicina Latina dimostra come, a volte, la miglior “cura” per una serata sia semplicemente un cocktail fatto con attenzione, equilibrio e un pizzico di storia alle spalle.
Indice
Mezcal
Scegli la marca di Mezcal Espadin che più ti convince per la realizzazione del Medicina Latina: l’unico accorgimento che devi considerare è che il distillato abbia un deciso sentore affumicato, per rendere al massimo il contrasto aromatico che caratterizza il drink.
Un altro aspetto importante da trattare è il modo in cui versare il distillato messicano sulla superficie del drink: il float di Mezcal Espadin va benissimo, ma puoi anche nebulizzarlo al di sopra del bicchiere utilizzando un atomizzatore.
Honey mix allo zenzero
Trovi la ricetti qui.
La ricetta originale
Invece di utilizzare un honey mix allo zenzero, Marcos Tello ha elaborato la ricetta del Medicina Latina miscelando 10 ml di honey mix e 10 ml di sciroppo di zenzero (realizzato unendo 50 g di estratto di zenzero filtrato, 50 g di acqua e 165 g di zucchero bianco).