Mole
Dalla Mole di Torino al "mole" messicano: un ponte di spezie, terra e tradizioni.
- Scheda
- Storia
- Note
Ricetta
Sapore
Gusto
Sensazione
Aroma
Consistenza
Numeri
Calorie
Ten. alcolico
Preparazione
Shakera tutti gli ingredienti e filtra in un Double Rock glass freddo pieno di ghiaccio. Infine, sprizza gli olii essenziali di un twist di limone sulla superficie del drink e decora con una coin ottenuta dalla scorza dell’agrume.
Info
Famiglia
Tipologia
Creatore
Periodo storico
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Indice
L’idea di base
Mole nasce dall’idea di unire due prodotti profondamente legati alla terra, all’artigianato e alla tradizione agricola dei loro paesi d’origine: il Piemonte e lo stato di Oaxaca, in Messico. Il nome richiama sia il celebre monumento del capoluogo piemontese sia la parola di origine messicana traducibile con “salsa”, termine applicato ad un mix complesso e saporito, preparato con spezie ed erbe, esattamente come il vermouth. Di mole ne esistono numerose varietà, spesso caratterizzate dall’utilizzo di ingredienti unici, come il cioccolato nel mole poblano o i peperoncini abbrustoliti nel mole negro, tipico dello stato di Oaxaca.
Per capire il drink bisogna guardare alla filosofia produttiva che accomuna i suoi due ingredienti principali. Da un lato abbiamo Cocchi Storico Vermouth di Torino, un pilastro della tradizione piemontese. Prodotto con vino moscato, viene aromatizzato con un insieme di erbe e spezie fra cui spiccano l’artemisia, il rabarbaro e la china. È un prodotto ricco, stratificato, dolce ma con un finale nettamente amaricante, nato in una terra di vigneti e antica sapienza erboristica.
Dall’altro lato del mondo, in Messico, il Mezcal Espadín rappresenta l’essenza stessa della terra di Oaxaca. Nella tradizione più rurale: l’agave viene raccolta a mano, cotta in forni interrati scavati nella terra (che le conferiscono il tipico sentore affumicato) e poi distillata in piccoli alambicchi di argilla.
Mole non vuole essere un semplice twist sul Margarita o sul Tommy’s Margarita, ma un esperimento di equilibrio. I 50 ml di Cocchi Storico Vermouth di Torino garantiscono la struttura portante del cocktail, offrendo un volume alcolico moderato ma una carica aromatica imponente. I soli 10 ml di Mezcal Espadín sono la chiave di volta: una quantità superiore avrebbe rischiato di sovrastare le delicate note del vino aromatizzato con l’arroganza del fumo; in questa dose calibrata, invece, il Mezcal si comporta come un profumo prezioso, un’ombra affumicata che eleva il drink. Infine, limone e sciroppo di zucchero creano il motore acido-dolce che rende la miscela incredibilmente beverina, trasformando quello che poteva essere un pesante drink da dopocena in un disimpegnato aperitivo o in un perfetto all-day sour.
La struttura
Alla vista il cocktail si presenta con un colore ramato, caldo e invitante.
Al naso l’impatto è immediato ma elegante. La prima nota che si avverte è la freschezza agrumata del limone, seguita subito dopo da un leggero sentore di fumo di legno e terra bagnata, tipico del Mezcal. Sotto questo primo strato emerge il bouquet complesso di Cocchi Storico Vermouth di Torino: note di arancia amara, fava tonka, vaniglia e spezie dolci. I due profili non si scontrano, ma si integrano.
In bocca il drink si sviluppa su tre fasi ben distinte. L’ingresso è morbido e rotondo. La dolcezza dello sciroppo di zucchero e di Cocchi Storico Vermouth di Torino avvolge il palato, portando sapori di frutta matura e spezie calde. Subito dopo interviene l’acidità del limone. Il succo fresco taglia la dolcezza iniziale, alleggerisce il drink e fa emergere la parte vegetale e minerale del Mezcal. È in questo momento che la spina dorsale di Cocchi Storico Vermouth di Torino (l’artemisia e la china) incontra la nota affumicata dell’agave, creando un contrasto saporito e stimolante. La chiusura, infine, è asciutta e persistente. La bocca non resta impastata dallo zucchero grazie alla spinta acida del limone, mentre sul palato rimangono a lungo i ricordi amari della corteccia e il tocco fumoso del distillato messicano.
È un drink accessibile ma complesso, dove la freschezza iniziale lascia spazio a un retrogusto profondo e articolato.