Lychee Americano Highball
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- Storia
- Note
Ricetta
Sapore
Gusto
Sensazione
Aroma
Consistenza
Numeri
Calorie
Ten. alcolico
Preparazione
Versa tutti gli ingredienti in un Collins glass freddo colmo di ghiaccio e miscela delicatamente. Infine, sprizza gli olii essenziali di un twist di limone sulla superficie del drink e lascia cadere la scorza dell’agrume all’interno del bicchiere di servizio.
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Indice
Il frutto dell’amore
Si narra che nell’anno 750 d.C., al tempo della Dinastia Tang (619 – 907), l’imperatore Xuan Zong si fosse perdutamente innamorato della consorte di suo figlio Shou, la bellissima Yang Guifei. Dopo aver decretato il loro divorzio e mandato Yang Guifei in convento per due anni, la riammise alla propria corte come sua principale concubina. Le cronache dell’epoca narrano di una passione così irrefrenabile di Zong per Guifei da fare qualsiasi cosa pur di vederle fiorire un sorriso sul volto. La giovane aveva un’autentica ossessione per un frutto raro e prelibato che cresceva esclusivamente nelle calde e umide terre della Cina meridionale: il litchi.
Per soddisfare il suo capriccio e garantirle frutti sempre freschi, coperti ancora dalla rugiada mattutina, l’imperatore istituì un servizio di messaggeri a cavallo senza precedenti. Con staffette incessanti che correvano giorno e notte, i cavalieri trasportavano i preziosi frutti per migliaia di chilometri fino alla capitale Chang’an, stremando uomini e destrieri pur di portare alla corte imperiale quel sapore dolce, floreale e paradisiaco. Da allora, il litchi in Cina è considerato il simbolo per eccellenza del romanticismo e dell’amore, in virtù oltre della storia appena raccontata anche della sua forma naturalmente a cuore.
Il litchi
Il litchi, anche conosciuto come “ciliegia cinese” e botanicamente classificato come Litchi chinensis e unico esponente del suo genere all’interno della famiglia delle Sapindaceae, si presenta come un maestoso albero sempreverde originario delle regioni tropicali della Cina meridionale. Dal punto di vista strutturale, il suo frutto è una drupa che cresce in ricchi grappoli. All’interno di una scorza rossa, dura e non commestibile, si nasconde la parte edibile: non si tratta della polpa vera e propria, ma di un arillo carnoso e traslucido di un colore bianco perlaceo.
Al palato e all’olfatto, il litchi offre un’esperienza sensoriale complessa e di grande freschezza. La consistenza dell’arillo è soda, croccante e ricca di succo, molto simile a quella di un’uva da tavola privata della pelle. Il sapore è governato da un equilibrio preciso tra una dolcezza zuccherina spiccata e una spalla acida molto pulita, quasi citrica, che ne alleggerisce la struttura evitando qualsiasi deriva stucchevole. La vera firma organolettica del litchi risiede però nel suo straordinario bouquet aromatico volatile. L’assaggio è infatti dominato da intense note floreali di rosa e geranio, che si intrecciano a sentori fruttati di uva moscata, pera matura e delicati accenni tropicali.
La struttura del drink
Alla vista, il drink si presenta con una tonalità magnetica. La combinazione densa e ambrata del Cocchi Storico Vermouth di Torino si fonde con il rosso rubino brillante del bitter, venendo poi elegantemente stemperata e resa traslucida dai 90 ml di soda al litchi. Il risultato è un color melograno dai riflessi rosati e brillanti. La carbonazione della soda crea una leggera spuma vivace in superficie, che fa risaltare la trasparenza del ghiaccio e la silhouette candida del litchi adagiato nel bicchiere.
Avvicinando il bicchiere al naso, l’impatto è immediato, elegante e spiccatamente floreale. La soda al litchi sprigiona note intense che ricordano la rosa canina, l’uva moscata e la magnolia. Un secondo dopo, il bouquet viene arricchito e approfondito dalle note terrose e calde di Cocchi Storico Vermouth di Torino: emergono la fava di cacao, la vaniglia bourbon e un leggero tocco di cannella. Sullo sfondo, gli oli essenziali della scorza d’arancia e il timbro balsamico del bitter completano il quadro, offrendo una sensazione di freschezza agrumata e complessa.
L’ingresso in bocca è una sorpresa assoluta. I primi secondi sono dominati dalla dolcezza esotica del litchi, che riempie il palato con una succosità morbida e vellutata, resa frizzante e leggera dalla bollicina. Subito dopo esplode il corpo di Cocchi Storico Vermouth di Torino: la sua struttura vinosa e complessa avvolge la freschezza del frutto, aggiungendo uno strato di spezie dolci, erbe officinali e una moderata acidità che dà struttura e profondità al sorso.
Ma è nella fase finale che il drink compie il suo capolavoro di bilanciamento. Il bitter rosso subentra con decisione nel retro-bocca, ripulendo il palato con la sua vibrante e netta spinta amaricante. La transizione tra la dolcezza floreale iniziale e l’amaro finale è fluida e armonica. Il retrogusto è incredibilmente persistente, asciutto e rinfrescante: lascia la bocca pulita, alternando ricordi di scorza d’arancia amara, radice di genziana, rabarbaro e la persistente eco profumata del litchi.