Tequila Zen
Rubo la ricetta di Edoardo Nono e la reinterpreto con il tequila blanco, per un finale più minerale e vibrante.
- Scheda
- Storia
- Note
Ricetta
Sapore
Gusto
Sensazione
Aroma
Consistenza
Numeri
Calorie
Ten. alcolico
Preparazione
Pesta lo zenzero fresco e lo zucchero di canna integrale sul fondo di un Double Rock glass. Aggiungi il succo di lime, il lime cordial, il tequila blanco e riempi il bicchiere di ghiaccio tritato. Infine, completa con la soda, miscela dall’alto verso il basso con il bar spoon e decora con una rondella di lime.
Info
Tipologia
Creatore
Periodo storico
Iscriviti!
Indice
Il Segreto del Successo
Il Gin Zen è una vera e propria pietra miliare della miscelazione milanese, creato al Rita Cocktails (storico locale sui Navigli) da Edoardo Nono nel 1998. È uno di quei rari casi in cui un cocktail contemporaneo diventa un classico così amato da definire l’identità stessa di un bar.
Ciò che rende il Gin Zen iconico è la sua capacità di essere trasversale: è abbastanza complesso per l’appassionato di gin, ma allo stesso tempo è così fresco e immediato da piacere anche a chi non ama i drink a base di questo distillato. Al Rita (come è colloquialmente chiamato il locale di Edoardo) viene servito solitamente con ghiaccio tritato e guarnito in modo minimalista, proprio perché la forza del drink sta tutta nell’esplosione aromatica dello zenzero fresco che si avverte al primo sorso.
Fuori il gin, dentro il tequila
La reinterpretazione che ti propongo trasforma il Gin Zen in un Tequila Zen, un’operazione che sposta il drink da un immaginario botanico e secco verso uno più esotico, caldo e vibrante. Sostituendo il gin con Espolon Tequila Blanco 100% agave, l’equilibrio del cocktail cambia pelle pur mantenendo la sua celebre freschezza.
Il cuore pulsante di questa versione è l’affinità tra il tequila blanco e lo zenzero fresco. Mentre il gin gioca per contrasto (il freddo del ginepro contro il calore della radice), il Tequila lavora per affinità: le note terrose e vegetali dell’agave si legano profondamente alla pungenza “radicale” dello zenzero, mentre il finale pepato tipico del tequila blanco amplifica la sensazione di calore (il cosiddetto kick) dello zenzero, rendendo il sorso più persistente e dinamico.
Texture e Volume
A differenza dell’originale, che può risultare più affilato e secco, il Tequila Zen ha una struttura più rotonda e oleosa. Il tequila blanco ha un corpo più percepibile al palato rispetto al gin, il che rende il cocktail meno “etereo” e più presente. Se servito con ghiaccio tritato, come accade per lo Zen originale, la diluizione progressiva aiuta a domare l’irruenza del distillato d’agave, trasformando il drink in un rinfrescante estivo dalla personalità quasi ribelle.
Perché questo twist funziona?
Il successo di questa struttura risiede nella capacità di mantenere l’anima energizzante e piccante del drink del Rita, ma con un profilo aromatico più minerale e rustico. Se il Gin Zen è il drink perfetto per un aperitivo cittadino ed elegante, la versione con Tequila evoca atmosfere più calde e intense, risultando perfetto per chi cerca un cocktail che non sia solo dissetante, ma che abbia un carattere forte e un pizzico di sapidità minerale.
Indice
Sciroppo o Cordial?
La ricetta del Gin Zen del Rita’s prevede l’utilizzo di un lime cordial, ma se vuoi provare a farlo con lo sciroppo di lime probabilmente riuscirai a conferire un maggior sentore aromatico di olii essenziali della scorza dell’agrume.